la nostra storia

    Nel 1960 nasce a Mestre il Gruppo Fermodellistico Mestrino (G.F.M.) per volontà di una quindicina di appassionati delle ferrovie reali e in miniatura.
    L'entusiasmo alle stelle spinge i soci ad immedaiti contatti con  gli appassionati di tutta Italia, in particolare con quelli consociati  nella federazione nazionale, nonchè con gli ambienti ferroviari, oggetto della stessa passione.
    La mancanza di una sede fissa è avvertita dai fondatori che vorrebbero ospitare degnamente gli amici in visita, nonchè possedere un plastico sociale ad uso ed esperienza degli amatori.
    Nasce così una nuova e rivoluzionaria idea unica nel suo genere ancora oggi in Italia, la cui realizzazione richiede lunghe trattative anche con la direzione generale delle ferrovie dello stato che ben comprende
    lo spirito e le intenzioni dei soci del gruppo.
    Il sogno si realizza il 26 settembre 1965.
     

    Nel piazzale olimpia a Mestre su un area costeggiante il fiume vengono posti una locotender

    Gr. 851.112 (deposito di Padova) e una carrozza tipo centoporte BZ.44094 del 1918, opportunamente modificata
    all'interno con sala riunioni, piccola officina,sala plastico e biblioteca dove sono presenti le maggiori riviste del settore e libri a carattere ferroviario.
    Per il convoglio si crea un ambiente tipico di una stazione ferroviaria con marciapiede, segnale ad ala 1° categoria, cabina telefonica ,una fontana d'epoca con le insegne del vecchio comune di Mestre , panchine aiuole, rose e tanto verde, il tutto circondato dalla tipica recinzione ferroviaria ed annesso cancello.

     

    All'interno del giardino viene posto il monumento dedicato ai

          "FERROVIERI ITALIANI PIONIERI DI CIVILTA' ".
    Il piccolo convoglio diventa subito l'orgoglio dei quaranta e più soci e suscita l'amichevole invidia di tutti gli appassionati; il "vagone" ospita inizialmente un plastico che richiama l'attenzione dei mestrini .

    La sua vita ha però breve durata a causa di una serie di atti vandalici di cui sarà oggetto la sede .
    L'attività fermodellistica è comunque intensa ed entusiasmante, grazie alla capacità di alcuni soci che con i loro modelli autocostruiti partecipano a concorsi, congressi nazionali ed internazionali, conseguendo attestati e diplomi.
    Il prestigio dei fermodellisti mestrini si afferma anche negli ambienti ferroviari nazionali, nonchè tra la stessa cittadinanza che apprezza e stima l'l'iniziativa insolita in una città ancora priva di attrattive.
    Nella primavera del 1966 il GFM ospita presso la stazione di mestre il famoso plastico viaggiante di "wupperthal" delle ferrovie tedesche, grandioso e mirabile impianto sito su una carrozza ferroviaria.

     

    Nel 1968 la Direzione Generale delle F.S. concede a sei soci del gruppo  di vivere l'emozione di una andata e ritorno sulla Bologna-Firenze in cabina del locomotore.
    Per alcuni di loro si tratta di fare da aiuto macchinista dando prova  di grande conoscenza di regolamenti ferroviari.
    Nel 1971 l'attività trova nuovo slancio nei suoi primi 10 anni di vita.
    Viene organizzata la gita a vapore Mestre -Bassano-Mestre con la locomotiva 744.115 trainante alcune carrozze centoporte.
    In questa occasione avviene l'iscrizione di nuovi appassionati, molti sono giovani del gruppo juniores il cui entusiasmo dà il via alla costruzione del terzo e più grande plastico sociale.
    Nel 1974 viene organizzata un altra gita a vapore, la Mestre -Trieste-Mestre con la locomotiva 740 e carrozze anni cinquanta.
    Sempre in ambito delle sue attività il G.F.M. organizza una mostra fermodellistica presso la stazione F.S. di Mestre. Il consenso del pubblico premia ancora lo sforzo dei soci e si riesce ad aumentare ancora il numero di iscritti.
    nel frattempo i lacori al plastico continuano seppure tra qualche difficoltà economica poiche sono gli stessi soci a finnanziare l'opera e parallelamente vengono organizzate varie gite a vapore tutte con grande partecipazione di appassionati.
    Ma la furia distruttrice incombe sul vagone:il plastico sociale già i fase avanzata di costruzione viene distrutto in maniera irreparabile in tutte le sue parti:binari strappati, tavole distrutte e saccheggio dei modelli dei soci.

    Il gruppo subisce un grosso sbandamento in quanto oltre al danno morale vi è un grossissimo danno materiale, tanto grosso da sembrare irreparabile; si perdono alcuni iscritti ma con grosso sacrificio si riesce a ritrovare lo spririto per ripartire con il "locodromo" che, salvo alcune modifiche dettate dall'uso rimane, ancora oggi "attuale e divertente" per i visitatori.